martedì 7 febbraio 2012

La scienza in una società democratica

Nuovo intervento sul blog Scienza e Democrazia questa volta di Marco Mamone Capria, docente dell'Università di Perugia.

Le opinioni di un cittadino, nelle nostre società, sono libere: se pensa che gli asini volano o che il volo delle streghe su un manico di scopa è impossibile, nessuna istituzione lo perseguiterà per questo. Com’è noto, ciò non è sempre accaduto: in tempi e luoghi non molto lontani se qualcuno era accusato di avere opinioni in contrasto con i dogmi della chiesa cattolica, o – per citare un altro esempio storicamente significativo – con i principî del materialismo dialettico, poteva essere inquisito e punito.
Invece l’uso delle opinioni (inclusa la loro comunicazione) non è affatto libero nemmeno oggi e negli stati “occidentali”: se chi pensa che gli asini volano è un maestro di scuola e intende insegnarlo alla sua classe, glielo si impedirà e, qualora insista, sarà colpito da misure disciplinari.

Si può dire che questo stato di cose è abbastanza ragionevole: gli asini non volano, ed è quindi giusto che a chi nutre la bizzarra opinione contraria si impedisca di insegnarla ai nostri figli. Il problema è che accanto a tesi sulle quali praticamente non c’è mai stato alcun dubbio e altre su cui oggi ci sono relativamente pochi dubbi (per esempio quelle relative alla forma della Terra), ce ne sono molte altre che godono di due proprietà:

1) sono controverse;
2) il loro riconoscimento ufficiale (o quello della loro negazione) ha importanti conseguenze socio-politiche.

lunedì 30 gennaio 2012

Il rapporto tra scienza e democrazia? La società intervenga se ci sono rischi

La Preside della Facoltà di agraria di Pisa interviene nel dibattito su “Scientismo, scienza, democrazia” promosso dalla Fondazione Diritti Genetici

“E’ innegabile che esista un forte legame tra scienza e democrazia: chi fa scienza produce conoscenza e contribuisce al cambiamento della società in cui opera”.

Così la Preside della Facoltà di agraria di Pisa, Manuela Giovannetti, interviene oggi nel dibattito su “Scienza e democrazia” promosso dalla Fondazione Diritti Genetici sul sito http://www.sciencesnddemocracy.it.

“La scienza è un’attività umana libera e tale dovrebbe essere in ogni paese ed in qualunque tempo – scrive la Giovannetti nel suo intervento - ma nel caso in cui le tecnologie utilizzate presentino rischi intrinseci, la società ha il dovere di chiedere alle industrie coinvolte, ai loro tecnici ed ai loro esperti di analizzare tali rischi, darne conto ed eventualmente individuare altri tipi di tecnologie.

La Preside di Pisa, che è anche Ordinario di Microbiologia agraria nella medesima università, porta l’esempio delle piante transgeniche.

“Non possiamo pensare – spiega la Giovannetti - che i transgeni, ovvero i geni introdotti nel genoma delle piante attraverso le tecniche di ingegneria genetica, che per il tipo di tecnologia utilizzato vanno ad inserirsi a caso nel genoma stesso, abbiano esiti del tutto prevedibili”

Cruciale nel rapporto tra scienza e democrazia è poi la questione dei brevetti.

“Poiché i brevetti delle piante transgeniche attualmente coltivate sono posseduti dalle grandi compagnie agrochimico-biotecnologiche – scrive la Giovannetti - esiste il rischio concreto di una forte concentrazione nelle mani di poche multinazionali delle più importanti piante alimentari, e quindi della produzione di cibo per milioni di persone.”
Da Gustavo Zagrebelsky a Giuseppe De Rita, da Giorgio Ruffolo a Nadia Urbinati, da Bartolomeo Sorge a Valerio Onida, dallo storico Franco Cardini al filosofo Emanuele Severino, il dibattito su “Scienza e democrazia” ha già coinvolto autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia, che hanno risposto all’invito della Fondazione Diritti Genetici e inviato i propri contributi di riflessione.
Appuntamento con la pubblicazione di tutti gli interventi ogni lunedì alle ore 12 su http://www.scienceanddemocracy.it

"Scientismo, scienza, democrazia". Al via il dibattito pubblico promosso dalla Fondazione Diritti Genetici.

Al via il dibattito pubblico promosso dalla Fondazione Diritti Genetici.
Tra i partecipanti, Gustavo Zagrebelsky, Nadia Urbinati,
Giorgio Ruffolo, Valerio Onida, Bartolomeo Sorge


Si apre domani, 19 gennaio, il Science and Democracy Forum 2012, dibattito pubblico della Fondazione Diritti Genetici su “Scienza, scientismo, democrazia”.
Da Gustavo Zagrebelsky a Giuseppe De Rita, da Giorgio Ruffolo a Nadia Urbinati, da Bartolomeo Sorge a Valerio Onida, dalla Preside della Facoltà di Agraria di Pisa Manuela Giovannetti allo storico Franco Cardini e al filosofo Emanuele Severino, autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca, del pensiero etico-filosofico, del diritto, dell’economia hanno già risposto all’invito della Fondazione Diritti Genetici inviando i propri contributi di riflessione sul testo di Mario Capanna “Scientismo, scienza, democrazia”.
Appuntamento domani, 19 gennaio, alle ore 12, su www.fondazionedirittigenetici.org con la pubblicazione del testo del Presidente della Fondazione Diritti Genetici che ha aperto il dibattito.
E appuntamento ogni lunedì, a partire dal 23 gennaio, sempre alle ore 12, con la pubblicazione, uno alla settimana, di tutti gli altri interventi. Il dibattito sarà successivamente aperto ai contributi e ai commenti del pubblico.
“Mai come oggi le forze economico-finanziarie, che stanno dietro e, sempre più spesso, dentro la ricerca, sono state in grado di condizionarne processi ed esiti – scrive Capanna nel documento che sarà pubblicato domani - mentre la democrazia, ridotta sempre più a delega, rende i cittadini spettatori passivi, privandoli della consapevolezza, e dunque della possibilità stessa, di intervenire nelle dinamiche della scienza”.

L’alternativa sulla quale i partecipanti al dibattito sono stati invitati a riflettere è un modello di ricerca “partecipata” che coinvolga i cittadini nei processi decisionali della scienza.

“La ricerca scientifica partecipata – spiega infatti Capanna nel testo - provoca il coinvolgimento diretto dei cittadini su ciò che è bene e utile, per le società e per le comunità umane, ricercare, sui processi stessi della ricerca e, in particolare, sulle sue finalità, i suoi scopi, la sua interpretazione e applicazione pratica”.


Il sito del dibattito scienza e democrazia


mercoledì 26 ottobre 2011

Unione Europea, niente revoca per il brevetto sui broccoli

L'EPO ha cancellato l'udienza pubblica nella quale avrebbe dovuto decidere se revocare o meno il brevetto su una varietà di broccoli richiesto da Monsanto..
La varietà (non OGM) è stata ottenuta tramite metodi di selezione tradizionali.

L'EPO ha cancellato l'udienza in quanto la società che aveva presentato ricorso, la Syngenta, ha deciso di annullare la richiesta.

Al momento Il prodotto della Monsanto è già in vendita in Gran Bretagna attraverso i supermercati della catena Marks & Spencer, contrassegnato dall’etichetta ‘naturally better’, e ad un prezzo maggiorato.

Per maggiori informazioni:
Ue, non sarà revocato il brevetto sui broccoli





venerdì 7 ottobre 2011

OGM, Capanna: "Veronesi e Defez smentiti dal Consiglio superiore di sanità"

Pubblico un comunicato della Fondazione Diritti Genetici, che la dice lunga sull'informazione che alcuni scienziati fanno su biologico e OGM:
 
I due scienziati avevano lanciato l’allarme sul potenziale cancerogeno del mais biologico e convenzionale, difendendo la maggior sicurezza del mais Ogm. Il Ministro della salute risponde alla richiesta di chiarimenti fatta da Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici:
"Nessun rischio"
 
"Nessun rischio tumori dal consumo di mais". E’ questa la conclusione a cui è giunto il Consiglio superiore di sanità, interrogato in merito dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio su richiesta di Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti genetici.

"In questi mesi abbiamo ripetutamente sollecitato il Ministro a dare una risposta – spiega Capanna – visto che personalità del mondo della scienza, tra cui Umberto Veronesi e Roberto Defez, avevano più volte lanciato l’allarme delle fumonisine presenti nel mais come causa di tumori."

"Il professor Veronesi – continua Capanna – ha parlato in più occasioni di ‘polenta che può essere cancerogena’, al punto da affermare ‘ai miei figli ho detto di non mangiarne mai più’, mentre il professor Defez, in una dichiarazione rilasciata alle agenzie nel marzo scorso, spiegava che ‘il mais è sempre più contaminato da fumonisine, tossine di funghi che possono provocare tumore all'esofago e malformazioni come la spina bifida’.

"Ogni volta, sia da parte di Veronesi che di Defez,  l’allarme sulle fumonisine nel mais come causa di tumori è stato associato all’assenza di rischi degli Ogm, in particolare del mais Bt, a loro dire molto più sicuri per la salute – aggiunge Capanna.

"Ma la richiesta di chiarimenti che ho inviato al Ministro Fazio ha avuto un esito inequivocabile. Nel parere del Consiglio superiore della sanità si legge infatti che:

‘Il consumo di mais non è un fattore di rischio prevalente per tumore dell’esofago e spina bifida. Allo stato attuale delle conoscenze, il rischio derivante dal consumo di prodotti a base di mais contaminati con fumonisine non sembra essere, al momento, caratterizzato da elementi di preoccupazione per la salute del consumatore italiano."

"Nel rapporto  - aggiunge Capanna - si ricorda inoltre che ‘la produzione nazionale di mais destinata all’uso alimentare si colloca intorno al 4-5%’ e che da uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità emerge che l’esposizione della popolazione italiana alle fumonisine è pari ad una quantità compresa tra l’1,5% e il 12,5% del massimo consentito, dunque ben al di sotto del livello di guardia"

"Dunque le dichiarazioni di Veronesi e Defez  - continua il presidente della Fondazione Diritti Genetici - risultano completamente false".

"Dopo che per anni ci siamo sentiti ripetere che chi si oppone agli Ogm fa solo allarme sociale mentre chi è favorevole parlerebbe in nome della scienza, il parere del Consiglio superiore di sanità dimostra esattamente il contrario, evidenziando come siano state utilizzate argomentazioni che non hanno alcun fondamento scientifico, portate avanti per infondere paura verso l’agricoltura biologica convenzionale e promuovere gli Ogm"

"A questo punto  - conclude Capanna - è auspicabile che per il futuro i due siano più prudenti nel rilasciare dichiarazioni infondate, poiché, qualora continuassero a diffondere informazioni scientificamente non corrette, qualsiasi cittadino avrebbe il diritto di denunciarli per procurato allarme".

Fonte: OGM, Capanna: "Veronesi e Defez smentiti dal Consiglio superiore di sanità"

martedì 27 settembre 2011

OGM, scoperti alcuni campi contaminati in provincia di Roma

Scoperti dall'ARSIAL due campi illegali di mais transgenico, coltivato nonostante non ci sia l'autorizzazione da parte dell'Unione Europea.

Il mais sarebbe stato OGM all'insaputa dei coltivatori in quanto le sementi utilizzate, vendute da Pioneer erano state dichiarate dalla stessa OGM-free.
Si tratterebbe di contaminazioni, non tutto il mais infatti risulterebbe positivo ai test, ma solo alcune piante.
Il ritrovamento suscita nelle organizzazioni ambientaliste perplessità e spinge a chiedere maggiori controlli su tutto il territorio nazionale .

“Chiediamo alle autorità competenti di fornire tempestivi chiarimenti sugli episodi di contaminazione da mais Ogm riscontrati dall’Arsial in due aziende del Lazio.”

Così Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici,ha commentato la notizia.
Mentre Simona Capogna di VAS (Verdi Ambiente e Società) dice:
“Nei Paesi che coltivano gli OGM la produzione delle sementi (ibridi) non garantisce la segregazione tra varietà OGM e non-OGM. È importante, quindi, procedere a dei controlli serrati a livello locale e coordinati a livello nazionale, non solo sulle sementi, ma soprattutto in 'campo'”.

Il comunicato della Fondazione Diritti Genetici:
OGM, Capanna: "Ora controlli in campo su tutto il territorio nazionale"

mercoledì 14 settembre 2011

Miele OGM : se il miele è contaminato da un OGM necessita di autorizzazione per la commercializzazione

Un apicoltore bavarese, Karl Heinz Bablock ha fatto ricorso contro il Land della Baviera presso la corte di giustizia europea dopo aver scoperto che nel suo miele, prodotto a circa 500 metri di distanza da un campo sperimentale OGM di mais mon810 conteneva tracce di materiale transgenico.

La corte ha stabilito che il polline transgenico presente all'interno del miele debba essere considerato a tutti gli effetti un ingrediente dello stesso e quindi il miele stesso debba essere soggetto ad autorizzazione.



Dunque anche se l' ingrediente è pervenuto in maniera accidentale all'interno del prodotto finale, questo va considerato transgenico.


Il miele è OGM anche se il polline è contaminato