Scoperti dall'ARSIAL due campi illegali di mais transgenico, coltivato nonostante non ci sia l'autorizzazione da parte dell'Unione Europea.
Il mais sarebbe stato OGM all'insaputa dei coltivatori in quanto le sementi utilizzate, vendute da Pioneer erano state dichiarate dalla stessa OGM-free.
Si tratterebbe di contaminazioni, non tutto il mais infatti risulterebbe positivo ai test, ma solo alcune piante.
Il ritrovamento suscita nelle organizzazioni ambientaliste perplessità e spinge a chiedere maggiori controlli su tutto il territorio nazionale .
“Chiediamo alle autorità competenti di fornire tempestivi chiarimenti sugli episodi di contaminazione da mais Ogm riscontrati dall’Arsial in due aziende del Lazio.”
Così Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici,ha commentato la notizia.
Mentre Simona Capogna di VAS (Verdi Ambiente e Società) dice:
“Nei Paesi che coltivano gli OGM la produzione delle sementi (ibridi) non garantisce la segregazione tra varietà OGM e non-OGM. È importante, quindi, procedere a dei controlli serrati a livello locale e coordinati a livello nazionale, non solo sulle sementi, ma soprattutto in 'campo'”.
Il comunicato della Fondazione Diritti Genetici:
OGM, Capanna: "Ora controlli in campo su tutto il territorio nazionale"
Un blog per parlare delle ultime notizie in campo di OGM e Biotecnologie
martedì 27 settembre 2011
OGM, scoperti alcuni campi contaminati in provincia di Roma
mercoledì 14 settembre 2011
Miele OGM : se il miele è contaminato da un OGM necessita di autorizzazione per la commercializzazione
Un apicoltore bavarese, Karl Heinz Bablock ha fatto ricorso contro il Land della Baviera presso la corte di giustizia europea dopo aver scoperto che nel suo miele, prodotto a circa 500 metri di distanza da un campo sperimentale OGM di mais mon810 conteneva tracce di materiale transgenico.
La corte ha stabilito che il polline transgenico presente all'interno del miele debba essere considerato a tutti gli effetti un ingrediente dello stesso e quindi il miele stesso debba essere soggetto ad autorizzazione.
Dunque anche se l' ingrediente è pervenuto in maniera accidentale all'interno del prodotto finale, questo va considerato transgenico.
Il miele è OGM anche se il polline è contaminato
La corte ha stabilito che il polline transgenico presente all'interno del miele debba essere considerato a tutti gli effetti un ingrediente dello stesso e quindi il miele stesso debba essere soggetto ad autorizzazione.
Dunque anche se l' ingrediente è pervenuto in maniera accidentale all'interno del prodotto finale, questo va considerato transgenico.
Il miele è OGM anche se il polline è contaminato
martedì 30 agosto 2011
OGM: Biosafety Scanner stima il livello di biosicurezza presente in ogni Paese
Da agosto è di libero accesso il software Biosafety Scanner, uno strumento creato dalla Fondazione Diritti Genetici in collaborazione con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Tramite il sito è possibile accedere a un ricco database di eventi GM completamente in italiano e a tutta la normativa di ogni singolo paese in tema di OGM.
Ma non basta, il sito prevede una funzione per stimare la possibile presenza di OGM in un prodotto importato nell'UE. L'importatore che vorrà avvalersi di materie prime non-OGM avrà quindi la possibilità di avere un parere sul rischio di contaminazione delle importazioni provenienti da un determinato paese. Per molti paesi il dettaglio arriva a livello regionale ed è relativo alla specifica coltura che si vuole importare.
Il software contiene infine informazioni sugli alimenti che potrebbero contenere OGM, i metodi di analisi, i materiali di riferimento certificati, ecc...
L'utilizzo è gratuito ed aperto, collegandosi al sito www.biosafetyscanner.org
Tramite il sito è possibile accedere a un ricco database di eventi GM completamente in italiano e a tutta la normativa di ogni singolo paese in tema di OGM.
Ma non basta, il sito prevede una funzione per stimare la possibile presenza di OGM in un prodotto importato nell'UE. L'importatore che vorrà avvalersi di materie prime non-OGM avrà quindi la possibilità di avere un parere sul rischio di contaminazione delle importazioni provenienti da un determinato paese. Per molti paesi il dettaglio arriva a livello regionale ed è relativo alla specifica coltura che si vuole importare.
Il software contiene infine informazioni sugli alimenti che potrebbero contenere OGM, i metodi di analisi, i materiali di riferimento certificati, ecc...
L'utilizzo è gratuito ed aperto, collegandosi al sito www.biosafetyscanner.org
martedì 19 luglio 2011
OGM: il governo dell'ungheria ordina la distruzione di 400 ettari seminati con mais contaminato da OGM
Il Ministero dell'Agricoltura ungherese ha confermato la notizia secondo cui sarebbero stati distrutti circa 400 ettari di mais contaminato nelle regioni di Szigetvar, Letavertes, Szolnok e Fejér nella parte centrale e sud occidentale del paese. Numerosi sono i controlli effettuati dalle autorità dall'inizio dell'anno in seguito all'approvazione di una normativa stringente che impone tra l'altro alle aziende esportatrici di certificare i propri prodotti come OGM-free.
I semi di mais contaminato pare siano stati commercializzati da Monsanto e Pioneer, aziende multinazionali leader nel settore, in molte aree del paese causando un grave danno economico e ambientale.
Purtroppo l'intero raccolto dell'anno potrebbe andare perduto, in quanto ci si è accorti troppo tardi della contaminazione e gli agricoltori non sono stati avvisati per tempo. Agricoltori che faranno anche molta fatica ad ottenre i dovuti risarcimenti dall'azienda intermediaria (Baranya) che è in liquidità e quindi i primi ad essere risarciti probabilmente saranno i creditori.
Il mais OGM MON810 della Monsanto è stato vietato in Ungheria fin dal 2006 sia per la coltivazione che per l'importazione e dal 2010 è stata vietata anche la coltivazione della patata Amflora. Il governo ungherese si è anche rivolto alla Corte di Giustizia europea per contestarne l'approvazione da parte della Commissione.
I semi di mais contaminato pare siano stati commercializzati da Monsanto e Pioneer, aziende multinazionali leader nel settore, in molte aree del paese causando un grave danno economico e ambientale.
Purtroppo l'intero raccolto dell'anno potrebbe andare perduto, in quanto ci si è accorti troppo tardi della contaminazione e gli agricoltori non sono stati avvisati per tempo. Agricoltori che faranno anche molta fatica ad ottenre i dovuti risarcimenti dall'azienda intermediaria (Baranya) che è in liquidità e quindi i primi ad essere risarciti probabilmente saranno i creditori.
Il mais OGM MON810 della Monsanto è stato vietato in Ungheria fin dal 2006 sia per la coltivazione che per l'importazione e dal 2010 è stata vietata anche la coltivazione della patata Amflora. Il governo ungherese si è anche rivolto alla Corte di Giustizia europea per contestarne l'approvazione da parte della Commissione.
OGM, mais contaminato in Ungheria
martedì 12 luglio 2011
Piansano (Viterbo): subito 21 torri eoliche alte 130 mt vista Lago
Ricevo e pubblico, nuovamente:
Viterbo, 11 Luglio 2011 - La Rete di Salvaguardia del Territorio, sta continuando il suo percorso di sensibilizzazione della popolazione della Tuscia, la lotta per il territorio è appena iniziata. Chiediamo la tua partecipazione ed il tuo supporto.
Sottoscrivi la petizione, una singola voce non arriva ai palazzi della pubblica amministrazione.
L’Italia avrebbe dovuto imparare la lezione dei precursori nell’utilizzo di grandi impianti industriali di industrie da eolico e fotovoltaico, MA SOPRATTUTTO AVREBBE DOVUTO IMPARARE LA LEZIONE ALLA LUCE DEL DISASTRO AMBIENTALE E DEL CONTRIBUTO NULLO DEGLI IMPIANTI IN PUGLIA, SARDEGNA E SICILIA. QUANTI IMPIANTI SONO STATI COSTRUITI? QUANTI DI QUESTI PRODUCONO, E QUANTI INVECE SONO FERMI? DA DOVE SONO ARRIVATI I CAPITALI DELLE AZIENDE D’IMPIANTO? INFILTRAZIONI MAFIOSE? QUANTO PRODUCONO QUESTI IMPIANTI? QUAL’E’ IL CONTRIBUTO REALE AL FABBISOGNO ENERGETICO LOCALE E NAZIONALE? PERCHE’ GLI INCENTIVI ITALIANI SONO I PIU’ ALTI IN EUROPA PER QUEST’IMPIANTI?
In tutto il percorso autorizzativo degli impianti industriali da rinnovabili i cittadini, scientemente, non sono stati messi a conoscenza degli iter autorizzativi, nè tantomeno dei progetti, della loro entità e dell’impatto sui luoghi e sull’economie locali. La mancanza di rispetto del diritto dei cittadini locali da parte delle amministrazioni, nel coinvolgimento e nell’informazione, previsti a norma di legge per queste tipologie d’industrie, è, soprattutto alla luce dei fatti ormai noti di errori grossolani di progettazione e di anomale omissioni e dimenticanze, vergognosa.
Stiamo presidiando Piansano, situazione emblematica ed esempio di ciò che accadrà a tutto il territorio: la popolazione locale ancora attende gli sviluppi dell’impianto, anche se il cantiere procede spedito e tra poco svetteranno 21 torri eoliche alte 130 mt vista Lago.
Molti altri fronti si sono aperti: sottostazione, di raccordo per gli impianti, a Tuscania; c.ca 2800 ettari, con progetti alla V.I.A., di terreni agricoli vincolati per 20 anni ad impianti dalla dubbia produttività ed utilità.
I comitati stanno affrontando un impegno gravoso ed oneroso ed hanno bisogno del tuo aiuto, sottoscrivi.
http://www.retesalvaguardiaterritorio.it/?page_id=429
Viterbo, 11 Luglio 2011 - La Rete di Salvaguardia del Territorio, sta continuando il suo percorso di sensibilizzazione della popolazione della Tuscia, la lotta per il territorio è appena iniziata. Chiediamo la tua partecipazione ed il tuo supporto.
Sottoscrivi la petizione, una singola voce non arriva ai palazzi della pubblica amministrazione.
L’Italia avrebbe dovuto imparare la lezione dei precursori nell’utilizzo di grandi impianti industriali di industrie da eolico e fotovoltaico, MA SOPRATTUTTO AVREBBE DOVUTO IMPARARE LA LEZIONE ALLA LUCE DEL DISASTRO AMBIENTALE E DEL CONTRIBUTO NULLO DEGLI IMPIANTI IN PUGLIA, SARDEGNA E SICILIA. QUANTI IMPIANTI SONO STATI COSTRUITI? QUANTI DI QUESTI PRODUCONO, E QUANTI INVECE SONO FERMI? DA DOVE SONO ARRIVATI I CAPITALI DELLE AZIENDE D’IMPIANTO? INFILTRAZIONI MAFIOSE? QUANTO PRODUCONO QUESTI IMPIANTI? QUAL’E’ IL CONTRIBUTO REALE AL FABBISOGNO ENERGETICO LOCALE E NAZIONALE? PERCHE’ GLI INCENTIVI ITALIANI SONO I PIU’ ALTI IN EUROPA PER QUEST’IMPIANTI?
In tutto il percorso autorizzativo degli impianti industriali da rinnovabili i cittadini, scientemente, non sono stati messi a conoscenza degli iter autorizzativi, nè tantomeno dei progetti, della loro entità e dell’impatto sui luoghi e sull’economie locali. La mancanza di rispetto del diritto dei cittadini locali da parte delle amministrazioni, nel coinvolgimento e nell’informazione, previsti a norma di legge per queste tipologie d’industrie, è, soprattutto alla luce dei fatti ormai noti di errori grossolani di progettazione e di anomale omissioni e dimenticanze, vergognosa.
Stiamo presidiando Piansano, situazione emblematica ed esempio di ciò che accadrà a tutto il territorio: la popolazione locale ancora attende gli sviluppi dell’impianto, anche se il cantiere procede spedito e tra poco svetteranno 21 torri eoliche alte 130 mt vista Lago.
Molti altri fronti si sono aperti: sottostazione, di raccordo per gli impianti, a Tuscania; c.ca 2800 ettari, con progetti alla V.I.A., di terreni agricoli vincolati per 20 anni ad impianti dalla dubbia produttività ed utilità.
I comitati stanno affrontando un impegno gravoso ed oneroso ed hanno bisogno del tuo aiuto, sottoscrivi.
http://www.retesalvaguardiaterritorio.it/?page_id=429
venerdì 1 luglio 2011
2015: La Tuscia ricoperta di pale eoliche
Pubblico oggi questa comunicazione, che nonostante esuli dalle solite tematiche del ns blog, mi pare particolarmente interessante:
Si continua nell'approvazione di numerosi impianti industriali da energie rinnovabili, senza aver ancora provveduto ad un censimento di quelli realizzati, o in via di realizzazione, e senza alcuna pianificazione energetica provinciale e nazionale, e soprattutto senza un logico e concordato piano di dislocazione.
Le amministrazioni e le aziende provvedono a continue rassicurazioni sull'impatto nullo, o comunque trascurabile di queste industrie.
Si continua nell'approvazione di numerosi impianti industriali da energie rinnovabili, senza aver ancora provveduto ad un censimento di quelli realizzati, o in via di realizzazione, e senza alcuna pianificazione energetica provinciale e nazionale, e soprattutto senza un logico e concordato piano di dislocazione.
Le amministrazioni e le aziende provvedono a continue rassicurazioni sull'impatto nullo, o comunque trascurabile di queste industrie.
giovedì 16 giugno 2011
Dal Perù moratoria di 10 anni sulle piante OGM
Approvata in Perù una moratoria decennale sull'importazione di sementi transgeniche e il loro use nel territorio del paese andino.
La proposta di legge che inizialmente prevedeva uno stop di 5 anni è del Presidente della Commissione Agraria, Aníbal Huerta (PAP), ed è stata approvata dalla sessione plenaria del Congresso del Perù estendendola a dieci anni.
Il Perù vuole tutelare la sua elevetissima biodiversità, che per quanto riguarda patata e mais è la più alta a livello mondiale.
Al momento nel paese andino non vengono coltivate piante OGM ma è molto forte l'importazione di soia e mais OGM provenienti da Stati Uniti e Argentina che vengono utilizzati per l'alimentazione animale. Al momento non è previsto alcun obbligo di etichettatura per questo tipo di importazioni.
Fonte: Perù, no alle piante transgeniche
La proposta di legge che inizialmente prevedeva uno stop di 5 anni è del Presidente della Commissione Agraria, Aníbal Huerta (PAP), ed è stata approvata dalla sessione plenaria del Congresso del Perù estendendola a dieci anni.
Il Perù vuole tutelare la sua elevetissima biodiversità, che per quanto riguarda patata e mais è la più alta a livello mondiale.
Al momento nel paese andino non vengono coltivate piante OGM ma è molto forte l'importazione di soia e mais OGM provenienti da Stati Uniti e Argentina che vengono utilizzati per l'alimentazione animale. Al momento non è previsto alcun obbligo di etichettatura per questo tipo di importazioni.
Fonte: Perù, no alle piante transgeniche
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